Cosa è il TikiTaka: una descrizione della tattica calcistica

Il termine “TikiTaka” è diventato ormai familiare ai seguaci del calcio, soprattutto in seguito al successo della Nazionale spagnola alle Olimpiadi di Londra nel 2012 e alla conquista dell’Euro 2008. Ma cosa esattamente rappresenta questo approccio tattico?

La genesi del TikiTaka

L’origine del termine “TikiTaka” è dibattuta, TikiTaka ma si ritiene che sia stato utilizzato per la prima volta negli anni ’50 da alcuni giornalisti tedeschi per descrivere il modo di giocare della Nazionale di calcio dell’allora Germania Est. Tuttavia fu solo durante gli anni 90 e 2000 che il termine cominciò a essere impiegato con maggiore frequenza.

I fondamenti del TikiTaka

Il TikiTaka è un approccio tattico di gioco molto leggero, basato sulla padronanza completa dell’arciere (in genere Xabi Alonso o Andres Iniesta) e sul controllo perfetto della palla. I giocatori si muovono in modo fluido, mantenendo sempre la posizione corretta per poter passare rapidamente il pallone a un compagno vicino.

Questo stile di gioco richiede una grande quantità di attività fisiologica da parte dei giocatori, soprattutto durante gli ultimi 15-20 minuti della partita quando l’allenatore deciderà di effettuare alcune sostituzioni.

Lo sviluppo del TikiTaka

Nei primi anni ’60 e ’70 i club europei iniziarono a rinnovarsi grazie ad una generazione di calciatori dotati, fra cui Zinedine Zidane, Diego Maradona, Pelè e Gerd Müller. Il Tiki-Taka si trasformò da semplice “stil tattico” a modo di gioco radicale che sfociava nella creazione di uno stile universale.

Alla fine degli anni ’80 gli allenatori iniziarono finalmente ad avallare il concetto della posizione corretta, grazie all’adeguamento del modello dei vari giocanti alle singole tattiche che venivano implementate. Da questo momento la rivoluzione passò dal piano tecnico a quello sociale: i calciatori divennero sempre più coinvolti nella creazione della strategia.

Il TikiTaka come filosofia del gioco

Le motivazioni all’origine del TikiTaka non possono essere spiegate mediante una semplice ricetta, ma piuttosto attraverso la comprensione di alcuni concetti fondamentali che il modo di giocare sembra incarnare.

La sua essenza principale è quella di mantenere sempre un certo grado di velocità e movimento. L’ossessiva osservazione della palla può essere vissuta come una forma d’inferno, ma la pressione sull’avversario permette all’uomo in possesso della sfera (il terzino destro o l’esterno destro) di far passare il pallone rapidamente a un compagno vicino.

Nonostante non sia sempre facile da capire, è evidente che i calciatori del TikiTaka riescano con facilità a padroneggiare la sfera grazie ad una sorprendente quantità di istinti naturali. Gli attaccanti devono essere veloci e disposti a far partita contro la difesa avversaria per tentarne il blocco.

Il TikiTaka in Nazionale

La nazionale spagnola che vinse l’Euro 2008 era considerata da molti esperti di calcio “l’equivalente del sistema sovietico”. I giocatori, a differenza delle squadre europee dei tempi dell’URSS e della Germania Est non avevano bisogno di una leadership forte. Ogni atleta si sentiva responsabile per tutta la parte difensiva.

Con il tempo è stata messa in evidenza la necessità che i giocatori fossero abilitati a comunicare efficacemente tra loro, specialmente sul fronte della creazione e distribuzione di informazioni. Questo modo d’intendere il TikiTaka può essere visto come un cambiamento positivo nel panorama del calcio.

Il declino dell’era

Dal 2010 le squadre cominciarono a adottare nuovi modelli, lasciando per sempre alle spalle la stagione dei grandi nomi. I risultati migliori videro tuttavia una leggera riduzione delle loro prestazioni in campo, sebbene l’area tecnologica continuò ad evolversi.

Con l’avvento della PES (Pro Evolution Soccer), la serie vide un grande aumento di popolarità tra i calciatori dilettanti. La partita si rivelava ora estremamente più divertente e il risultato finale veniva ottenuto in pochi minuti, facendo anche notare come molte delle squadre più forti del passato siano state sostituite da nuove compagini che mostravano maggiori capacità di resistere agli attacchi avversari.

Il futuro del TikiTaka

L’attuale domanda è se il modello sarà in grado di proseguire a lungo termine. Secondo alcuni esperti, la crescita della tecnologia ha permesso ai giocatori di essere più veloci e flessibili sul campo. Questa maggiore velocità dei giocatori non permette al TikiTaka di andare avanti come in passato.

Se da un lato si è riusciti a padroneggiare la tecnologia, dall’altro non si è mai più stati così vicini alla capacità d’integrazione degli attaccanti. Il concetto di giocatori ben addestrati sembra ormai diventato più importante che nel passato.

La posizione del TikiTaka nel calcio mondiale

Oggi, dopo gli anni in cui il modello del TikiTaka era ai massimi livelli d’interesse per le squadre di tutto il mondo, la sua fama non è diminuita e continua ad avere grande influenza sulle Nazionali.

I primi tre posti della classifica delle migliori nazionali sono ancora occupati da quattro paesi con un proprio modo di gioco radicale. Negli ultimi anni ci si è focalizzati sempre più sull’aspetto tecnico, ma nonostante l’influsso crescente dei giocatori talentuosi e della loro formazione in campo, le tendenze che stanno guadagnando terreno sono quelle legate alla capacità di combinare la velocità con la previdenza.

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